Nelle vicinaze della Villa, le meraviglie di Tiscali:

Tìscali, una località del Supramonte dall’incredibile paesaggio: per arrivare nel villaggio, dalla strada Dorgali-Oliena si svolta sulla diramazione di Su Gologone; di qui si prende una strada sterrata verso valle del Lanaitto. Dal rifugio Sa Oche attraverso il sentiero nel bosco superando il letto di un torrente asciutto, seguendo le tacche rosse si raggiunge la grande cavità che contiene il villaggio nuragico risalente al VI secolo a.c., con capanne ridotte in rovina dai cercatori di tesori alla fine dell’Ottocento. Questo tragitto a piedi si percorre in due ore.

Montagne sacre e grotte marine

Dal bacino dell’Alto Flumendosa attraversando il rilievo del monte Tonneri si scende nella Barbagia Seulo non molto lontano da Seui. Questo percorso consente di imbattersi nel monte Perda Liana alto 1.293 m, che può essere osservato anche grazie ad una breve escursione dal valico di s’Arcu e su Pirastu Trottu a 1.028 m. Quest’altura visibile da lontano era considerata una montagna sacra dai primitivi abitanti della zona. La foresta di Montarbu presente nella gran parte della montagna la ricopre con boschi di leccio, tasso, ontano, carpino nero. Presenti anche zone carsiche, con molte grotte tra le quali il canyon del Fundu de Tonneri, ricco di vegetazione. Il settore est del parco è raggiungibile passando da Tortolì a Dorgali per chi proviene da sud, e da Orosei per chi giunga dalla parte opposta. Il golfo di Orosei è contornato da alture calcaree che cadono a picco sul mare, sono interrotte soltanto da strette valli rocciose dette le “copule”, scavate dai torrenti scorrono dal Supramonte di Baunei. Le foci di questi fiumiciattoli a regime torrentizio sono contraddistinte da spiagge di sabbia finissima e da boschi di oleandri, che dipingono ambienti naturali affascinanti, senza la presenza di alcun insediamento umano. Frequenti sono le grotte marine, e in diversi punti sono presenti resti di villaggi di età nuragica.

Nel canalone Solgoinè un maestoso arco roccioso racchiude un boscho di tassi secolari. Fra i luoghi più tipici del golfo è utile citare la spiaggia di cala di Luna, così definita per la presenza di rocce bianche dette “pietre di luna”, e la spiaggia di calassine. Nella parte sud del tratto costiero, vi sono due resti di boschi di grande valore. Appena dopo il capo di monte Santu è visibile il bosco di Ispuligi de Nie formato da lecci, carpini e ornelli. Verso la parte meridionale, nel terriotrio di Santa Maria Navarrese è presente un bosco di olivastri e carrubi. La fauna annovera rapaci che come il falco della regina e il falco pellegrino. Nella grotta del Bue Marino nel territorio di Dorgali, coi suoi bellissimi ambienti sotterrani fino 50 anni fa viveva la rarissima foca monaca. La sua presenza oggi non è certa, anche se vive la speranza è che in futuro il parco possa riportarla a solcare le acque del golfo di Orosei.

Potrete inoltre visitare, sempre nelle vicinanze della Villa, immacolate foreste fitte di tassi (Taxus baccata), agrifogli (Ilex aquifolium), pioppi tremuli (Populus tremula) e noci bianchi (Juglans regia), oltre a specie come il ribes del Limbara (Ribes sandalioticum), l’elleboro di Corsica (Helleborus argustifolius), la rosa di montagna (Peonia mascula), il ranno alpino (Rhamnus alpina), la digitale rossa (Digitalis purpurea), la genziana maggiore (Gentiana lutea), la dafne spatolata (Daphne oleoides), la scrofularia alata (Scrophularia umbrosa) ed il ranunculo a foglie di platano (Ranunculus platanifolius), alcune specie endemiche ed esclusive, come la festuca di Moris (Festuca morisiana), il cardo microcefalo (Lamyropsis microcephala), lo spillone di Sardegna (Armeria sardoa), la carlina sardo-corsa (Carlina macrocephala), il ranunculo a foglie di cimbalaria (Ranunculus cymbalarifolius), l’aquilegia di Sardegna (Aquilegia nugorensis), l’euforbia irlandese (Euphorbia hyberna)…

Potrete ammirare il  pruno selvatico, l’olivastro ed il pero selvatico,  gli alberi ad alto fusto,  prevalentemente i lecci,  il ginepro, la quercia da sughero, il rovere: tra la vegetazione che fa da sfondo a questi, il corbezzolo, il mirto, il cisto.

Nel cuore della Sardegna si eleva il massiccio del Gennargentu, grande e selvaggia montagna che supera con due cime i 1800 di metri di quota: il Pizzo la Marmora (1.834 m) e il Bruncu Spina (1.829 m). In questo territorio di selvaggia bellezza si trova, lungo il versante settentrionale del massiccio, la città di Fonni che con i suoi 1.000 metri di altitudine rappresenta il comune più alto dell’isola. Qui tra boschi secolari e montagne che conservano ancora ecosistemi incontaminati, la vacanza assume una connotazione ecoturistica, e durante la stagione invernale è possibile trovare tracciati dove cimentarsi con sci e tavola ai piedi, ed è unica località dell’isola a poter vantare questa opportunità sportiva. Il comprensorio sciistico di Fonni comprende due stazioni principali: il Monte Spada e Il Brucuspina . La prima si trova più vicina a Fonni, e si tratta di una stazione sciistica dotata di un paio di manovie che si arrampicano sul versante nord del Monte Spada (1.595 m). Monte Spada presenta pendii piuttosto dolci ed è quindi adatto a sciatori prinicipianti o alle prime armi. E’ disponibile anche un impianto di innevamento artificiale, a garantire una certa continuità d’esercizio. Attualmente il costo dello skipass giornaliero è di 10 euro. E’ presnete anche un rifugio che provvede pasti caldi e la possibilità di noleggio attrezzatura da sci. Bruncuspina si trova più a sud nel cuore del Gennargentu: è la stazione più fornita e quella che presenta le piste più lunghe, per un totale di 4 km di percorsi, suddivisi in 3 tracciati. Uno skilift lungo più di 800 m porta gli sciatori da quota 1570 fino alla vetta del monte Broncu Spina a 1820 m di quota: da qui si può scendere al rifugio atteverso due percorsi: una pista azzurra per gli sciatori di livello medio-basso, una rossa per quelli più esperti, ed anche un percorso nero che attraversa un canalone, consigliato agli sciatori più che abili. E’ anche presente un campo scuola servito da una manovia. Altri due impianti di risalita (sempre manovie) le troviamo anche nella vicina stazione di S’Arena dove si può sciare su pendii non troppo impegnativi, anche qui con dislivelli dell’ordine dei 250 m.